“…quanto sono piccoli gli uomini

mostra fotografica di Lino Budano alla Lavit&friends art gallery

dal 05 apr 2019 18:00 fino al 01 mag 2019 19:30


 

Allegati

LINO BUDANO - Lavit&friends artgallery - piazza Carducci - Varese 
Festival Fotografico Europeo
inaugurazione il 5 aprile alle 18
orari dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Chiuso il lunedì

Lino Budano, agli esordi pittore e scultore, ora videomaker, fotografo e produttore di vari eventi multimediali. Dirò subito che le sue fotografie, realizzate in digitale e rielaborate con interventi manuali, ritoccate, dipinte, graffiate- colpiscono per la costruita complessità simbolica della scena rappresentata e per l'altrettanto simbolica gestualità che caratterizza l'intervento manuale dell'autore sull'esito finale. Ci troviamo di fronte ad almeno una duplice lettura: la prima è la percezione del contesto visivo rappresentato (aree dismesse, cantieri navali abbandonati, balene spiaggiate, periferie urbane, facciate di edifici, capannoni industriali, ritratti) manipolato con l'inserzione di altri elementi, decontestualizzati e stranianti, che su quel contesto vanno a sovrapporsi; la seconda è la ragione dell'intervento aggressivo dell'autore sull'immagine in-finita. Il primo livello rappresenta una natura in disfacimento e spazi dove il disordine visivo è accentuato da accumuli di materiali residuali. L'umanità è immaginata in absentia ed è dunque implicitamente condannata: la visione è infatti costruita come se fosse scoccato il day after. È una poetica della caduta, della fine, resa esteticamente valida soltanto grazie ad elementi metalinguistici quali inquadrature dal basso in alto, campi lunghi, uso suggestivo della luce e un bianco e nero di forte pregnanza. Tra gli elementi decontestualizzati -e per questo stranianti, quasi metafisici- colpisce la presenza del cavallo, cammeo che forse cita Kounellis o Koudelka, ma anche metafora dell'animale nobile che sopravvive a una natura morta per mano dell'animale-uomo. Sul secondo livello, la gestualità aggressiva di Lino Budano sull'immagine, ci sarebbe molto da dire. Intanto credo di non sbagliare se indico una linea concettuale che va da Bataille a Barthes per arrivare fino a Lacan. Era infatti Roland Barthes che sosteneva come spesso gli artisti siano mossi dalla volontà di lasciare una "traccia", un segno da sovrapporre all'opera, ben altra cosa ovviamente dell'eventuale firma. Gesti che possono essere cancellati subito dopo, come una ferita prima inferta e poi risarcita (qui percepiamo eco di Lacan), frutto di un'ambivalenza dell'artista nei confronti della propria creazione. D'altra parte le fotografie di Budano, che definirei meglio composizioni visive che contengono mondi, prima immaginati e poi costruiti e de-costruiti, hanno una loro messa a terra proprio nell'esito finale, quando l'autore non esita a " sporcare" quei mondi -sublimi pur nel loro apocalittico disfacimento- con strappi, macchie, cancellazioni (qui penso a Emilio Isgro'). Nel "campo allusivo", ancora per dirla con Barthes, esitante tra senso e non-senso, tra presa di distanza e condanna, Budano lascia intendere che un conto è il mondo immaginato -algido e freddo perché proiezione della mente- altro è il mondo finito quando "cade" nella vita. Di qui le tracce di vita di cui parlava Barthes. Di qui gli strappi e le aggressioni fisiche sull'opera, che fanno acquisire vita a fotografie altrimenti simboliche e/o estetizzanti, pur se concepite come tutt'altro che estetiche. Opere dunque doppiamente ferite: rappresentano quella mortale che l'uomo ha inferto alla natura e specularmente subiscono strappi e ferite concrete perché la visione finale perda in estetica e gradevolezza, come è coerente che sia.
Come si nota, la portata concettuale di Lino Budano è complessa e stratificata, con nuclei di riferimento centrali: il tempo (evoluzione) e la deriva dell'umanità (visione epifanica). E sul concetto di tempo e contemporaneità, vale la pena di citare Giorgio Aramben: "Contemporaneo è colui che, dividendo e interpolando il tempo, è in grado di trasformarlo e di metterlo in relazione con gli altri tempi, di leggerne in modo inedito la storia, di " citarla" secondo una necessità che non proviene in alcun modo dal suo arbitrio ma da un'esigenza a cui egli non può non rispondere".

GIANNI BARONE

 
Sintesi Biografia di Lino Budano
Lnel 2002 partecipa DNArt - GEN.ETICA I Biennale Merano Arte - a Merano, a cura di Valerio Dehò
nel 2004 Festitalia, Festival della Cultura Italiana, a cura dell’istituto Italiano della
Cultura a Salonicco;
dal 2006 lavora per Art St Urban di Gertrud Kohler a Lucerna;
nel 2007 inaugura con una personale gli spazi del Museo di Storia Naturale dell’ex Macello di Piacenza;
nel 2008 inaugura la Biennale di danza di Venezia con il video BSO.
Dal 2007 lavora come scenografo con il gruppo teatrale Infidi Lumi di Stefano
Tomassini;
nel 2010 lavora nel campo della ricerca audiovideo con il gruppo musicale M.A.S. con
lavori audiovideo selezionati per l’Emufest a Roma, all’Auditoriun Candiani in memoria di
Luigi Nono ed Emilo Vedova a Venezia e al Vep (visual electronic poem) all'Università di
Torino europeo ideato da Edgar Varese e Le Corbusier.
Nel 2011/12 lavora col gruppo teatrale Diurni Notturni diretto da Lucia Vasini,
nel 2012 Personale Spazio Lavit - Varese,curate di Federica Soldati
nel 2016 Primo premio Concorso internazionale”Alda Merini” Brunate sezione videopoesia
“aurorale” con Annalisa Ballarini
nel 2017 Primo premio grafica digitale Arte Novara
nel 2017Primo premio Premio città di Como sezione videopoesia “il Viaggio” con Annalisa
Ballarini
nel 2017 Secondo premio ad Urban Vision - Dotart - Trieste
nel 2017 Primo premio Digital art - Lynx - Trieste
nel 2018 Oltre l’identità Lux art Gallery a cura di Enea Chersicola
nel 2018 cura l’ambiente visivo per Nòstoi  - AZ Dance contemporanea
nel 2018 segnalato a Premio Combat Lucca
Nel 2018 partecipa al progetto Fata Morgana -Festival dello stretto di Messina
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